Guida autonoma? Cambieranno anche i semafori!
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Non è una novità il fatto che il mondo, sempre di più, si stia avviando verso la guida autonoma.
In questo articolo, ad esempio, abbiamo parlato delle prospettive di Mercedes-Benz rispetto a questa nuova tecnologia, che vede nel sistema DRIVE PILOT la vera rivoluzione.
Ciò di cui non abbiamo ancora parlato, tuttavia, è come questa importante innovazione andrà ad influenzare anche altri aspetti della vita su strada.
Uno di questi, ed è l’argomento che andremo a trattare oggi, sono i semafori e in particolare un’importante novità che potrebbe presto toccarli.
Ci riferiamo alla comparsa di una nuova luce, di colore bianco.

Guida autonoma, robotaxi e semafori: una rivoluzione che parte dagli USA
I primi studi sono stati condotti di recente negli Stati Uniti, nello specifico presso la North Carolina State University secondo cui l’adozione di una luce bianca ai semafori consentirebbe di diminuire i tempi di attesa fino al 94%.
Risultato? Migliorare l’efficienza nei consumi di carburante e ridurre significativamente le emissioni nocive.
A questo punto, tuttavia, una domanda sorge spontanea: “Ma cosa c’entra tutto questo con la guida autonoma?” Presto detto: la luce bianca si attiverebbe solo in presenza di una buona quantità di veicoli autonomi all’interno di un incrocio, e questi saranno capaci di comunicare tra loro e con l’infrastruttura stradale tramite una tecnologia apposita.
Il principio del coordinamento distribuito
Spieghiamo meglio: una volta attivata la luce bianca, i robotaxi e gli altri veicoli autonomi si coordinerebbero tra loro e così acquisirebbero la “gestione del traffico”.
In questo modo, all’accensione della luce bianca, i veicoli guidati da conducenti umani seguirebbero l’auto davanti, e il risultato risponderebbe a una dinamica chiamata “coordinamento distribuito”.
Essenzialmente, con questo termine ci riferiamo al fatto che ogni “auto autonoma” comunicherebbe con le altre al fine di calcolare traiettorie e tempi ottimali, attraverso una precisa condivisione di posizione, velocità e direzione.

Un passo verso il futuro della mobilità
Visto e considerato il fatto che, per ora, i veicoli autonomi rappresentano solo una piccola parte del parco auto normalmente circolante, senza contare il fatto che le infrastrutture semaforiche necessiterebbero di importanti aggiornamenti per attuare tale modifica, è evidente che la “rivoluzione bianca” dei semafori dovrà attendere ancora diverso tempo prima di diventare effettiva.
Bisogna anche ricordare, per altro, che una tale mole di dati che “viaggerà” tra mezzi in movimento ed infrastrutture necessiterà di misure di sicurezza stringenti che proteggano da possibili attacchi hacker e interferenze.
Tuttavia, già il fatto che si parli di una simile rivoluzione - e che a breve essa venga anche testata attivamente su strade secondarie - lascia presagire che il cambiamento è già alle porte.
In effetti, se davvero entro il 2030 il 90% dei veicoli sarà intelligente, anche questo cambiamento nei semafori sembra essere del tutto reale e auspicabile.