Le auto del cinema che hanno anticipato il futuro dell'automotive
Indice:
Il cinema ha sempre avuto uno straordinario potere: immaginare il domani prima che diventasse realtà. Lo ha fatto con le città, con i computer, con i robot e, naturalmente, anche con le automobili.
Molto prima che si iniziasse a parlare di intelligenza artificiale, ad esempio, sceneggiatori e designer avevano già dato forma a vetture capaci dialogare con il conducente, e la stessa cosa era avvenuta per il pilota automatico o lo sfoggio di linee così avveniristiche da sembrare impossibili da realizzare.
In verità, in molti casi questi esempi di innovazione che sembravano dover restare solo nell’immaginario fantascientifico di pubblico e registi, hanno addirittura superato la fantasia.
Oggi, infatti, numerose tecnologie che un tempo sembravano appartenere esclusivamente alla fantascienza fanno ormai parte della quotidianità di milioni di automobilisti: basti pensare proprio alla guida autonoma o al concetto di auto intelligente.
Altre rivoluzioni tecnoloigiche, in egual misura, sono in fase di sperimentazione da parte dei principali costruttori mondiali e saranno molto presto di dominio pubblico.

Quando il cinema immaginò le auto volanti
Se esiste un'immagine capace di rappresentare il sogno dell'automobile del futuro, è probabilmente quella di una vettura che si solleva da terra e prende il volo. Per decenni il cinema ha trasformato questa fantasia in realtà, regalando al pubblico alcune delle auto più iconiche di sempre.
Impossibile, ad esempio, non partire dalla leggendaria DeLorean DMC-12 di Ritorno al Futuro - Parte II. Se nel primo capitolo la macchina del tempo conquistava gli spettatori grazie al viaggio temporale, nel sequel del 1989 diventava addirittura volante grazie al celebre "Hover Conversion".
Ancor prima, però, era stato Blade Runner a immaginare una città popolata dalle spettacolari Spinner, vetture capaci di muoversi sia sull'asfalto sia nei cieli di una Los Angeles distopica.
Se per molti anni queste vetture sono rimaste confinate all'immaginazione cinematografica, oggi la situazione sta decisamente cambiando. Diverse aziende stanno sviluppando velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (eVTOL) destinati alla mobilità urbana, mentre numerosi costruttori stanno investendo nello sviluppo delle cosiddette "flying car". Tra questi c'è anche XPENG, che attraverso la divisione AeroHT sta effettivamente lavorando a progetti destinati a trasformare in realtà ciò che il cinema aveva immaginato decenni fa.

Il cinema aveva previsto anche la guida autonoma
Se le auto volanti continuano a rappresentare uno dei sogni più affascinanti dell'automotive, la guida autonoma è probabilmente la tecnologia che più di ogni altra ha dimostrato quanto il cinema sia riuscito ad anticipare il futuro. Basti pensare quanto oggi anche le infrastrutture più comuni stiano effettivamente cambiando, adattandosi all’ingresso di questa nuova tecnologia nel mercato automotive: è il caso, ad esempio, dei semafori con una nuova luce bianca.
Tornando alla guida autonoma del cinema, il primo nome che viene inevitabilmente alla mente è quello di KITT. Dotata di una sofisticata intelligenza artificiale, l'auto era in grado di guidare autonomamente, evitare ostacoli, comunicare nella serie Supercar con Michael Knight attraverso una voce sintetica e prendere decisioni in tempo reale. Negli anni Ottanta sembrava pura fantascienza oggi, invece, molte di quelle funzioni ricordano da vicino gli assistenti vocali evoluti, i sistemi di parcheggio automatico e le tecnologie di guida assistita che equipaggiano numerose vetture di ultima generazione.
Una visione ancora più sorprendente è quella proposta da Minority Report (2002). Ambientato nel 2054, il film diretto da Steven Spielberg presenta automobili che si muovono senza alcun intervento del conducente, seguendo percorsi gestiti automaticamente e dialogando con un'infrastruttura intelligente.
Oggi nessuna automobile di serie permette ancora di abbandonare completamente il volante in qualsiasi situazione, ma la strada intrapresa è chiaramente quella immaginata più volte dal cinema.
È recente, ad esempio, il caso firmato XPeng che ha deciso di produrre per l’inizio del 2027 il primo robotaxi cinese sviluppato interamente con tecnologia proprietaria. Sarà dotato di tecnologia con guida autonoma di livello L4, ovvero capace di gestire ogni aspetto della guida senza l’intervento umano.

Design e tecnologia automotive: dal grande schermo alla rivoluzione reale
In molti casi, il cinema è riuscito ad anticipare il futuro semplicemente immaginando forme e linguaggi stilistici completamente nuovi, e ponendosi quindi certamente come una straordinaria fonte d'ispirazione per designer e marchi.
Un esempio è rappresentato dall'universo di Tron, dove le vetture e le celebri motociclette Light Cycle hanno ridefinito il concetto stesso di design futuristico grazie a illuminazione integrata e geometrie essenziali. Soluzioni che, a distanza di anni, ritroviamo in molte concept elettriche presentate dai principali costruttori mondiali.
Se il design e la guida autonoma hanno trovato un riscontro concreto nell'automotive moderno, esiste un altro aspetto in cui il cinema ha potuto liberare completamente la propria immaginazione: quello delle tecnologie estreme.
Nel corso della storia del grande schermo abbiamo visto automobili capaci delle più incredibili performance grazie alle tecnologie che integravano: trasformazione, invisibilità, capacità sottomarine, resistenza alle esplosioni sono solo alcune delle skills che, per anni, si sono potute ammirare sul grande schermo.
È sufficiente pensare alle leggendarie vetture di James Bond. Fin dagli anni Sessanta, l'agente segreto più famoso del cinema ha guidato auto equipaggiate con gadget incredibili: sedili eiettabili, targhe rotanti, sistemi di occultamento, mitragliatrici integrate, pneumatici speciali e persino la capacità di trasformarsi in un sottomarino, come accade nell'indimenticabile La spia che mi amava. Soluzioni nate per stupire il pubblico ma che, in alcuni casi, hanno anticipato tecnologie oggi molto comuni. Le telecamere perimetrali, gli head-up display e numerosi altri dispositivi di sicurezza attiva possono infatti essere considerati, almeno idealmente, gli eredi di quelle intuizioni cinematografiche.
E che dire della famosissima Batmobile che rappresentava, per Batman, un vero sostituto ai superpoteri? Un mezzo che univa in maniera esaltante design più che futuristico e tecnologie che sembravano arrivare da un mondo alieno, ma che oggi non sembrano poi così lontane dalla realtà.
Un discorso analogo vale per numerose pellicole di fantascienza che hanno immaginato propulsioni completamente nuove, fonti energetiche inesauribili o materiali capaci di rivoluzionare il modo stesso di costruire un'automobile.
Molte di queste idee restano ancora oggi irrealizzabili o attinenti esclusivamente al contesto militare, ma forse hanno contribuito ad alimentare la ricerca e, soprattutto, la curiosità di generazioni di progettisti. Ciò che è certo è che le menti che diedero forma sul grande schermo a queste automobili che sembravano provenire da un lontano futuro, avevano intuito “qualcosa" grazie alla loro capacità di guardare lontano.

XPENG G6 e G9 MY2026: il futuro è già realtà
Osservando molte delle automobili protagoniste della storia del cinema viene spontaneo pensare a quanto fosse difficile, solo pochi decenni fa, immaginare che molte di quelle tecnologie sarebbero diventate parte della quotidianità. Eppure oggi il confine tra fantascienza e realtà è sempre più sottile.
Le nuove XPENG G6 e XPENG G9 MY2026 rappresentano perfettamente questa evoluzione. Incarnano, infatti, una visione dell'automobile che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata uscita direttamente da un film di fantascienza.
Il loro design essenziale, dominato da superfici pulite e da una firma luminosa altamente riconoscibile, trasmette immediatamente una sensazione di modernità. All'interno, l'esperienza di guida è affidata a un abitacolo digitale progettato per mettere il conducente al centro dell'interazione con la vettura, mentre la piattaforma elettrica a 800 Volt permette ricariche estremamente rapide, riducendo sensibilmente i tempi di sosta.
L'innovazione prosegue con sistemi di assistenza alla guida sempre più evoluti e un ecosistema tecnologico pensato per evolvere nel tempo, proprio come accade ai dispositivi digitali che utilizziamo ogni giorno.
Se vent'anni fa qualcuno avesse visto una vettura XPENG sul grande schermo, probabilmente le avrebbe considerate l'ennesima suggestione della fantascienza. Oggi, invece, quel futuro è già parcheggiato negli showroom, ad esempio in quelli Trivellato.
Vi aspettiamo per scoprire da vicino la gamma XPENG, prenotare un test drive e vivere in prima persona un'esperienza di guida che guarda al domani. Il tutto con la competenza e la professionalità di un concessionario che, da oltre 100 anni, rappresenta un punto di riferimento nel panorama automotive italiano.